Menu
Dietro il limite del Decostruzionismo di Giorgio Agamben

Dietro il limite del Decostruzionismo di Giorgio Agamben

L’ARTISTA GAMBINO E GIORGIO AGAMBEN

Appare nella copertina ufficiale del nuovo libro del Filosofo Italiano, Giorgio Agamben, un quadro dell’artista Giuseppe Gambino. Il libro, stampato negli Stati Uniti, è l’ultimo di una grande produzione che spazia dall’estetica alla politica.

LA VITA DI GIORGIO AGAMBEN

Nato a Roma nel 1942, negli anni sessanta frequenta con intensità Elsa Morante, Pier Paolo Pasolini, Ingeborg Bachmann. Nel 1966 e nel 1968 partecipa ai seminari promossi da Martin Heidegger su Eraclito e Hegel a Le Thor. Nel 1974 si trasferisce a Parigi, dove frequenta Pierre Klossowski, Guy Debord, Italo Calvino ed altri intellettuali, mentre insegna all’Università Haute-Bretagne. L’anno seguente ha lavorato a Londra, mentre dal 1986 al 1993 ha diretto il Collège international de philosophie a Parigi, frequentando, tra gli altri, Jean-Luc Nancy, Jacques Derrida e Jean-François Lyotard. Dal 1988 al 2003 ha insegnato alle Università di Macerata e di Verona. Dal 2003 al 2009 ha insegnato presso l’Istituto Universitario di Architettura (IUAV) di Venezia.

Sempre nel 2003 ha abbandonato – per protesta contro i nuovi dispositivi di controllo imposti dal governo americano ai cittadini stranieri che si recano in U.S.A, cioè lasciare le proprie impronte digitali ed essere schedati – l’incarico di “distinguished professor” presso la New York University. In precedenza era stato “visiting professor” in altre istituzioni, tra cui la Università Northwestern, la Università Heinrich-Heine di Düsseldorf e la European Graduate School di Saas-Fee.

In seguito “si è dimesso dall’insegnamento nell’università italiana”. Oggi dirige la collana “Quarta prosa” presso l’editore Neri Pozza ed organizza un seminario annuale presso l’Università di Parigi Saint-Denis.

Tra gli autori che ha studiato e proposto: Walter Benjamin, Jacob Taubes, Alexandre Kojève, Michel Foucault, Carl Schmitt, Aby Warburg, Paolo di Tarso, ma anche Furio Jesi, Enzo Melandri e in genere trattando temi di filosofia politica, biopolitica (in particolare i concetti di stato di emergenza, esilio e autorità), mistica cristiana ed ebraica, angelologia, storia dell’arte e letteratura[8]. Collabora con “aut-aut”, “Cultura tedesca” e con diverse altre riviste di filosofia.

In occasione della laurea honoris causa in teologia presso l’Università di Friburgo il 13 nov 2012 ha pronunciato la conferenza Mysterium iniquitatis, poi tradotto in Il mistero del male (2013).

PENSIERO DI GIORGIO AGAMBEN

Il pensiero di Giorgio Agamben, benché caratterizzato da una omogeneità che copre tutto l’arco evolutivo delle sue opere, può essere per comodità suddiviso in due momenti distinti. A fare da spartiacque è un testo fondamentale: Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita, il quale si inscrive nelle tematiche e nel dibattito sollevati dall’ultimo Foucault, vale a dire dalle ricerche intorno al biopotere, indagando sul rapporto fra diritto e vita e sulle dinamiche dei modelli di sovranità.

La prima riflessione agambeniana predilige tematiche estetiche, in particolar modo letterarie, nel contesto di un grande confronto con il pensiero di Martin Heidegger – che ha conosciuto personalmente partecipando ai seminari estivi tenuti in Provenza nel 1966 e 1968- e con quello di un altro filosofo a lui caro: Walter Benjamin, autore del quale curò la prima edizione italiana delle opere complete per Einaudi, ritrovando anche un discreto numero di testi inediti (tra cui quelli nascosti e conservati da Georges Bataille alla Biblioteca nazionale di Francia e riscoperti da Agamben nel 1981 tra le carte di Bataille presenti nella biblioteca); la collaborazione con Einaudi si interruppe per sopravvenute incomprensioni con l’editore.

All’inizio degli anni novanta alcuni suoi allievi hanno fondato la casa editrice Quodlibet. I suoi studi hanno riguardato varie tematiche, dal linguaggio alla metafisica, approfondendo il significato dell’esistenza del linguaggio e dei suoi limiti referenziali esogeni ed endogeni, dall’estetica nella quale indaga sulle relazioni intercorrenti fra filosofia ed arte chiedendosi se quest’ultima permetta una differente espressione del linguaggio rispetto alla prima, all’etica che approfondisce le tematiche e gli aspetti emergenti dal contesto dei lager nazisti.

15:52 , 4 Ottobre 2016 Commenti disabilitati su Dietro il limite del Decostruzionismo di Giorgio Agamben